Guida al Compost

Per compost si intende il prodotto finito, un terriccio ricco di nutrienti pronto da usare puro o mischiato alla terra che si ha a disposizione

Il compostaggio è il processo naturale che avviene in un bosco per esempio, e che noi imitiamo per ridare alla terra i nutrienti che le richiediamo per far crescere i nostri ortaggi.

La casetta del compost

La compostiera più tipica è quella fatta coi pallet di riciclo. In estate va bene perché fa arieggiare, ma in inverno è meglio qualcosa di più protetto (per esempio mettendo dei legni dove mancano nei pallet stessi. Comunque io consiglio di farlo chiuso da tutti i lati, perché di solito l’arieggiatura dev’essere un processo che gli diamo noi quando serve, per esempio girando il cumulo con un forcone da una volta al giorno (per i più fanatici) a magari una volta a settimana.

Poi essendo il legno di pino molto leggero tende a disgregarsi anche in un solo anno. Se usi delle tavole di legno un po più spesse va anche bene. Se il clima è secco, va bene lasciarla aperta perché prenda acqua quando piove. Comunque è consigliato chiuderla e preoccuparsi direttamente dell’umiditá del cumulo, che deve essere molto alta (tipo 60%) aggiungendo acqua (piovana) quando è troppo secca, e foglie secche (carta, cartone, giornale, ecc) quando è troppo umida. Tra l’altro coprendola con un tettuccio puoi riciclare l’acqua piovana in una tanica di fianco e usarla proprio per inumidire quando ce n’é bisogno – che tipicamente, è proprio quando NON piove.

Il Volume deve essere di almeno 1 metro cubo, cioè di 1m x 1m x 1m, quando il compost è avviato, ma ovviamente si può iniziare da dimensioni più piccole, 200-300 litri.

Lombrichi

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Shampoo a secco naturale

Perfetto per allungare il tempo tra un lavaggio e l’altro!

Mescolare in una boccetta (meglio se una da spezie con dosatore):

  • amido di mais
  • fiori di lavanda tritati

Applicare direttamente sui capelli e massaggiare a fondo; spazzolare dai capelli l’eccesso di prodotto.

Attenzione! Essendo a base di amido il prodotto va conservato in un luogo fresco e asciutto.

Maschera nutriente per capelli al latte di cocco

Le maschere per capelli sono solitamente molto facili da realizzare, si tratta semplicemente di emulsionare insieme gli ingredienti ed imbarattolare il composto finale!

Più difficile è capire che ingredienti utilizzare ed in che dosi. Il primo passo in questo senso è sicuramente quello di dedicare un po’ di tempo a conoscere i propri capelli e cuoio capelluto, indagare i prodotti che utilizziamo normalmente e capire quali siano realmente le proprie esigenze. Una volta individuati gli effetti che vorremmo avere sarà relativamente facile andare a ricercare quali ingredienti naturali apportano i benefici che stiamo ricercando!

Questo trattamento ad esempio l’ho provato la prima volta (e perfezionato poi nel corso del tempo!) perchè da alcuni mesi non stavo più utilizzando un balsamo ed i miei capelli cominciavano ad essere secchi e sciupati, producendo di conseguenza più sebo del solito… Non volendo ricorrere ad un balsamo ricco di petrolati e schifezze chimiche o a costosissimi balsami naturali in commercio ho pensato a quali ingredienti poter combinare per ammorbidire e nutrire i miei capelli non appesantendoli troppo allo stesso tempo.

Il risultato finale è stato questa maschera a base di latte di cocco!

Io normalmente la applico a capelli asciutti, lascio agire per una decina di minuti, risciacquo e lavo i capelli con uno shampoo. Se avete bisogno di ancora più nutrimento potete però provare ad usarla dopo lo shampoo o addirittura in abbinamento ad un balsamo.

Ingredienti:
• 150 ml di latte di cocco → nutriente e ammorbidente per i capelli
• mezzo cucchiaino di miele → emolliente e protettivo, antibatterico, antisettico, antimicotico; ha anche un’azione conservante (assorbe l’acqua all’interno del prodotto creando un ambiente poco ospitale ai microbi)
mezzo cucchiaino di aceto di mele → lucidante, ammorbidente, disinfettante, ristrutturante, rinforzante; riequilibra la produzione di sebo ed il PH della pelle agendo quindi anche contro la forfora
mezzo cucchiaino di olio di jojoba → olio nutriente molto simile al sebo prodotto dalla pelle e dunque facilmente assorbito e tollerato (due alternative sono l’olio di vinaccioli e l’olio di girasole)
3 gocce di olio essenziale di limone → sgrassante ed esfoliante per il cuoio capelluto; illumina i capelli richiudendo le cuticole aperte

La ricetta è molto semplice, basta mescolare tutti gli ingredienti insieme ed il vostro trattamento sarà pronto! Si tratta di un prodotto fresco quindi potete ridurre le dosi se non utilizzerete la maschera così spesso o preparare più barattolini da congelare e scongelare al momento di utlizzo.

Fugassa! Focaccia genovese

Ingredienti per 1 teglia da forno

  • 600 gr di farina
  • 350 ml d’acqua
  • 50 ml olio d’oliva extra vergine
  • 12 gr di lievito fresco

In una ciotola capiente versare l’acqua e l’olio, quindi aggiungere il lievito con un cucchiaino di zucchero. Mischiare con un cucchiaio di legno e lasciare riposare 5 minuti.

Aggiungere quindi la farina ed un cucchiaino e mezzo di sale quando la massa inizia a prendere consistenza e continuare ad ammassare fino ad ottenere una massa elastica e leggermente appiccicosa.

Impastare quindi per qualche minuto rettificando con un poco di farina quando la massa diventa troppo appiccicosa, fino ad ottenere una pallina liscia e omogenea.

Collocare quindi la pallina nella ciotola previamente unta con un filo d’olio, coprire con un piatto e lasciar riposare per 30 minuti.

Prendere quindi la pallina di massa e collocarla sul piano di lavoro previamente cosparso di farina. Schiacciarla dolcemente con il palmo della mano fino ad ottenere una forma rettangolare.

Piegare verso l’interno prendendo i due estremi del lato corto del rettangolo, capovolgere la massa e riformare la pallina.

Lasciar riposare per 15 minuti.

Ripetere nuovamente questa operazione e lasciar riposare per altri 15 minuti.

Prendere la pallina di massa e collocarla sul piano di lavoro previamente cosparso di farina. Schiacciarla dolcemente con il palmo della mano fino ad ottenere una forma rettangolare.

Prendere la teglia da forno e cospargerla generosamente con olio d’oliva in modo da coprirne l’intera superficie

Prendere gli angoli del lato corto superiore della massa e piegarli verso l’interno creando una sorta di punta triangolare, quindi arrotolare la massa su se stessa fino a darle la forma di uno sfilatino.

Collocare lo sfilatino nella teglia girandolo in modo che sia unto su entrambi i lati, collocando il lato di giuntura della massa a contatto con la teglia.

Lasciar riposare per 30 minuti.

A questo punto iniziate a schiacciare con il palmo della mano la massa in modo che in tre passaggi abbia raggiunto la totalita della superficie della teglia: stesura / 15 minuti di riposo / stesura / 15 minuti di riposo / stesura.

Coprire la teglia con pellicola trasparente senza tendere troppo la pellicola sulla teglia.

Lasciar riposare per 1 ora e mezza.

Preriscaldare il forno a 220 gradi.

Rimuovere la pellicola e praticare con i quattro polpastrelli della mano delle cavitá su tutta la superficie della massa per creare i tipici “buchi” della focaccia genovese.

Quindi cospargere con tre spizzicate di sale grosso la massa della focaccia.

In un bicchiere versare acqua e olio fino a raggiungere un terzo del bicchiere. Le proporzioni sono 1 misura d’acqua e 2 d’olio.

Emulsionare il contenuto del bicchiere con un cucchiaino fino a mischiare i due elementi e versare sulla focaccia.

Cospargere in modo uniforme tutta la superficie della focaccia e infornare.

Prima di chiudere il forno versare un bicchierino d’acqua sulla leccarda per creare vapore nel vano del forno.

Verificare la cottura ed eventualmente girare di 360 gradi la teglia a metá cottura e togliere dal forno quando la focaccia é bella dorata. Calcoliamo tra 15 e 25 minuti dipendendo dal forno.

Buon appetito figgeu!

Gel idratante per il viso all’aloe vera

Mescolare in un vasetto:

  • due cucchiai di gel di aloe vera fresco → dratante, lenitivo, antiage, stimolante: crea un film protettivo contro inquinamento ed agenti atmosferici, stimola la sintesi di collagene, fibroblasti e acido ialuronico, contrasta la ritenzione idrica.
    Per una guida su come estrarre il gel di aloe guarda qui https://rot.rebus.cat/index.php/it/2020/03/31/gel-di-aloe-vera/
  • del succo fresco di limone → astringente, illuminante (rimuove le cellule morte tramite un peeling enzimatico grazie al suo contenuto in vitamina C)
  • un cucchiaino di miele → emolliente e protettivo, antibatterico, antisettico, antimicotico, umettante (attrae e trattiene l’umidità sulla pelle), conservante (assorbe l’acqua all’interno del prodotto creando un ambiente poco ospitale ai microbi)

Conservare in frigorifero per una migliore conservazione e per un effetto rinfrescante e tonificante!

Si può utilizzare anche come maschera per il viso, applicando il prodotto in quantità abbondante prima di andare a dormire e lasciandolo assorbire.

Trattamenti all’aceto di mele

Come tonico viso

L’aceto di mele è un ottimo astringente per i pori dilatati, è tonificante ed aiuta anche a riequilibrare il pH della pelle e la produzione di sebo. Spruzzarlo sul viso pulito la mattina oppure utilizzarlo in maniera combinata ad uno struccante la sera, conferisce quindi alla pelle un aspetto più compatto, proteggendola inoltre maggiormente da particelle inquinanti, trucco, ostruzioni di sebo…

Per preparare il trattamento è sufficiente agitare in una boccetta dotata di spray una parte di aceto di mele a due parti di acqua.

Come trattamento per capelli

Sempre grazie alla sua azione astringente, l’aceto di mele ha sui capelli un’azione lucidante, ristrutturante ed ammorbidente. Come la pelle del viso, anche il cuoio capelluto benificia della sua azione seboriequilibrante e regolatrice del pH, con buoni risultati anche contro la forfora.

Diluire un cucchiaio di aceto di mele in ogni 0,5 L di acqua (meglio se demineralizzata così da evitare il calcare) ed utilizzare il composto dopo lo shampoo, senza poi risciacquare i capelli. Volendo si può anche aggiungere al composto un cucchiaino di glicerina vegetale per rendere i capelli più morbidi, così come l’aceto può essere diluito in infusi di erbe anziché in acqua per combinare la sua azione con le proprietà di altri ingredienti.

Per essere più comodi meglio utilizzare una bottiglia di plastica il cui tappo è stato forato con uno spillo o una bottiglietta di qualche salsa.

Kefir d’acqua

→ bevanda probiotica ricca di lieviti, batteri, vitamine e minerali. Rafforza il sistema immunitario e migliora efficacemente la salute dell’apparato digerente. Combatte la sindrome dell’intestino irritabile, stanchezza cronica e insonnia; contrasta l’insorgere di problemi alla pelle come acne, eczemi e allergie e riequilibra i livelli di colesterolo. Ha, inoltre, proprietà antinfiammatorie e antibiotiche.

Ingredienti per 1 L:

  • 3 cucchiai di tibicos (grani di kefir d’acqua)*
  • 3 cucchiai di zucchero (il processo sarà più efficace se bianco)
  • 1 spicchio di limone
  • aromi e frutta a scelta (uva, succhi di frutta, frutta secca, foglie fresche di menta, erbe aromatiche, radici di zenzero… possibilmente ingredienti bio e senza conservanti)
  • vaso di vetro a bocca larga da almeno 1,5 L, un panno e un elastico
  • un colino a maglie fitte e un imbuto in plastica o acciaio inox
  • bottiglie di vetro ermetiche

Riempire il barattolo di vetro con acqua* lasciando almeno due dita d’aria sopra l’orlo dell’acqua (la fermentazione produce anidride carbonica: con il contenitore pieno di liquido prevalgono fermentazioni alcoliche e si otterrà una bevanda più alcolica). Aggiungere i grani di tibicos, lo zucchero, il limone, gli altri aromi e frutta prescelta. Mescolare bene per far sciogliere lo zucchero, coprire il barattolo con il panno fermato dall’elastico (la fermentazione deve essere aerobica ma non contaminarsi con macrorganismi) e lasciare a fermentare per due/tre giorni rimescolando gli ingredienti dopo le prime 24 ore. Riporre il vaso in un luogo al riparo dalla luce diretta e possibilmente con una temperatura intorno ai 20° C ed evitare di muoverlo durante la fermentazione.. Una volta terminato il processo di fermentazione filtrare il liquido con un colino e conservarlo in frigorifero in bottiglie ermetiche. Se si desidera aumentare la frizzantezza della bevanda è possibile procedere con una seconda fermentazione direttamente nelle bottiglie in frigorifero aggiungendo frutta fresca a piacere (attenzione poi ad aprire la bottiglia sul lavello). E’ importante sciacquare sempre accuratamente il vaso usato per la preparazione e i granuli prima di ogni nuova procedura. Si può decidere di conservare i grani in acqua zuccherata in frigorifero per al massimo una settimana (senza poi consumare il liquido); se si vuole conservarli più a lungo è necessario farli asciugare all’aria e chiuderli in una busta, dove rimarranno dormienti ma vitali fino a un anno.

Normalmente l’assunzione di questa bevanda non provoca effetti collaterali; in ogni caso occorre – come sempre – non esagerare nelle dosi per evitare problemi come stitichezza e crampi intestinali.

*agglomerati di colore biancastro formati da un complesso di polisaccaridi che ospita batteri e lieviti.

* spesso i grani di tibicos perdono volume nel corso delle fermentazioni per la qualità dell’acqua (che dovrebbe avere un residuo fisso alto, maggiore di 500 mg/L). Se si utilizza acqua del rubinetto è consigliabile farla decantare 24 ore per far evaporare il cloro e se possibile filtrarla dai metalli con apposite brocche.

Scrub

Gli scrub eliminano le cellule morti, lasciando la pelle levigata, luminosa e pronta ad essere idratata e nutrita. Sono quindi molto utili ma sconsigliati in caso di pelle sensibile o in presenza di infiammazioni ed irritazioni.

L’esfoliazione può essere sia semplicemente meccanica, basandosi quindi sulla sola granularità del prodotto, che enzimatica, quando sono prsenti anche ingredienti che grazie ai loro enzimi sono in grado di rimuovere le cellule morte della pelle.

Basicamente in uno scrub è sempre presente una parte esfoliante e una parte liquida o oleosa che aiuta l’azione massaggiante; a queste due si possono poi aggiungere una molteplicità di ingredienti con gli effetti più svariati.

Le ricette di seguito sono quindi solo degli esempi di scrub facilmente realizzabili con quanto si ha in cucina normalmente.

variante 1 → scrub esfoliante, emolliente e protettivo

mescolare in un vasetto:

  • due cucchiai di miele → emolliente e protettivo, antibatterico, antisettico, antimicotico, umettante (attrae e trattiene l’umidità sulla pelle), conservante (assorbe l’acqua all’interno del prodotto creando un ambiente poco ospitale ai microbi)
  • un cucchiaio di zucchero → esfoliante, umettante
  • un cucchiaino di olio d’oliva → protettivo, idratante, antiossidante (ricco di vitamina E e di idrossitirosolo)

variante 2 → scrub esfoliante, astringente, antiage

mescolare in un vasetto:

  • due cucchiai di gel di aloe → idratante, lenitivo, antiage (crea un film protettivo contro inquinamento ed agenti atmosferici, stimola la sintesi di collagene, fibroblasti e acido ialuronico, contrasta la ritenzione idrica)
  • un cucchiaio di sale marino (/bicarbonato di sodio) → esfoliante, antisettico, astringente, ammorbidente (purifica la pelle senza privarla del suo olio naturale)
  • succo di mezzo limone → sgrassante, astringente, illuminante (peeling enzimatico grazie al suo contenuto in vitamina C)

variante 3 → scrub esfoliante, stimolante ed emolliente

mescolare in un vasetto:

  • due cucchiai di miele
  • un cucchiaio di caffè macinato (/fondo di caffè usato) → esfoliante, invigorente e stimolante per la circolazione sanguigna (massaggia in piccoli circoli in senso orario seguendo la direzione della circolazione arteriosa!)
  • succo di mezzo limone

Detergente esfoliante delicato

Tritare:

  • 40gr farina di avena → detergente, emolliente, lenitiva, antinfiammatoria
  • 60gr farina di mandorle → detergente, esfoliante, calmante
  • 2 cucchiai camomilla in polvere (/5 gocce olio essenziale) → lenitiva, antisettica, antibatterica, antinfiammatoria
  • 2 cucchiai lavanda in polvere (/5 gocce olio essenziale) → detergente, calmante, seboregolatrice

Mescolare poi con:

  • 5 gocce olio essenziale tea tree → antibatterico, antimicotico
  • glicerina vegetale* per ottenere una consistenza più pastosa → umettante e conservante: trattiene sulla pelle gli oli essenziali e l’umidità, aiutando a veicolare i benefici del composto e creando un ambiente poco ospitale alla proliferazione microbica

Si può anche creare un composto “secco”, senza l’aggiunta di glicerina vegetale ed acqua. Al momento dell’utilizzo sarà sufficiente mescolare nel palmo della mano una piccola quantità di prodotto con dell’acqua per ottenere un prodotto pastoso da massaggiare sul viso.

Una ricetta per il Kombucha

Il kombucha è una bevanda probiotica e ricca di antiossidanti (in particolare se fatta con tè verde): aiuta a regolare il bioma intestinale, potenziando e diversificando la flora batterica, combatte radicali liberi e diversi microrganismi potenzialmente dannosi per l’organismo e riduce il livello di zuccheri nel sangue.

Teoricamente il kombucha va bene per tutti. Tuttavia, come con ogni bevanda fermentata, meglio partire con piccole dosi ed aumentarle fino ad un bicchiere al giorno se non si riscontrano sintomi di malessere. È importante anche ricordare che il kombucha contiene zucchero, teina (a meno che non si utilizzi un tè deteinato) e una bassissima percentuale di alcool,soprattutto se sottoposto ad una seconda fermentazione.

Ingredienti per 1 L:

  • 5/6 g (circa tre bustine) di tè nero o verde
  • 80/90 g di zucchero (il processo sarà più efficace se bianco)
  • uno SCOBY* (Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast – Colonia Simbiotica di Batteri e Lieviti)
  • un vaso di vetro a bocca larga da almeno 1,5 L, un panno e un elastico
  • un colino a maglie fitte e un imbuto in plastica o acciaio inox
  • bottiglie di vetro ermetiche (meglio se di vetro scuro e a fondo tondo)

Lavare solo con aceto e acqua calda il vaso che si intende utilizzare per la fermentazione (lavare direttamente con le mani o con una spugna dedicata).
Preparare il tè, zuccherarlo e lasciarlo intiepidire; solo una volta raffreddato versarlo nel vaso insieme allo SCOBY e ad un 10% di kombucha già pronto. Tappare il vaso utilizzando un panno e un elastico dato che la fermentazione deve essere aerobica ma il liquido non deve contaminarsi con macrorganismi.
Riporre il vaso in un luogo al riparo dalla luce diretta e possibilmente con una temperatura intorno ai 20° C ed evitare di muoverlo durante la fermentazione.

Tempi di fermentazione minimi (a una T di circa 20°):

  • 7/10 giorni se si vuole poi aromatizzarlo con spezie e/o frutta. In questo caso è necessaria infatti un’ulteriore fermentazione di almeno 5 giorni solo con gli aromi desiderati, senza SCOBY. Questa fermentazione si può fare direttamente nelle bottiglie ermetiche che useremo per conservare il kombucha, avendo però l’accortezza di non riporle in frigo e non riempirle completamente in quanto durante il processo verrà ancora prodotta anidride carbonica;
  • 14 giorni se non si vuole procedere con l’aromatizzazione.

Più la bevanda fermenta, più risulterà acida e frizzante in quanto durante il processo vengono prodotti acido acetico ed anidride carbonica (se lasciato fermentare a lungo, almeno un mese, si può produrre infatti anche aceto di kombucha).

Alla fine della fermentazione filtrare il liquido ottenuto nelle bottiglie ermetiche scelte per la conservazione e riporle in frigorifero. Lasciare nel vaso di vetro una parte di bevanda: servirà sia per conservare lo SCOBY che come catalizzatore per la fermentazione successiva.

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Il kombucha è una bevanda probiotica e ricca di antiossidanti (in particolare se fatta con tè verde): aiuta a regolare il bioma intestinale, potenziando e diversificando la flora batterica, combatte radicali liberi e diversi microrganismi potenzialmente dannosi per l’organismo e riduce il livello di zuccheri nel sangue.

Teoricamente il kombucha va bene per tutti. Tuttavia, come con ogni bevanda fermentata, meglio partire con piccole dosi ed aumentarle fino ad un bicchiere al giorno se non si riscontrano sintomi di malessere. È importante anche ricordare che il kombucha contiene zucchero, teina (a meno che non si utilizzi un tè deteinato) e una bassissima percentuale di alcool,soprattutto se sottoposto ad una seconda fermentazione.

Ingredienti per 1 L:

  • 5/6 g (circa tre bustine) di tè nero o verde
  • 80/90 g di zucchero (il processo sarà più efficace se bianco)
  • uno SCOBY* (Symbiotic Colony of Bacteria and Yeast – Colonia Simbiotica di Batteri e Lieviti)
  • un vaso di vetro a bocca larga da almeno 1,5 L, un panno e un elastico
  • un colino a maglie fitte e un imbuto in plastica o acciaio inox
  • bottiglie di vetro ermetiche (meglio se di vetro scuro e a fondo tondo)

Lavare solo con aceto e acqua calda il vaso che si intende utilizzare per la fermentazione (lavare direttamente con le mani o con una spugna dedicata).
Preparare il tè, zuccherarlo e lasciarlo intiepidire; solo una volta raffreddato versarlo nel vaso insieme allo SCOBY e ad un 10% di kombucha già pronto. Tappare il vaso utilizzando un panno e un elastico dato che la fermentazione deve essere aerobica ma il liquido non deve contaminarsi con macrorganismi.
Riporre il vaso in un luogo al riparo dalla luce diretta e possibilmente con una temperatura intorno ai 20° C ed evitare di muoverlo durante la fermentazione.

Tempi di fermentazione minimi (a una T di circa 20°):

  • 7/10 giorni se si vuole poi aromatizzarlo con spezie e/o frutta. In questo caso è necessaria infatti un’ulteriore fermentazione di almeno 5 giorni solo con gli aromi desiderati, senza SCOBY. Questa fermentazione si può fare direttamente nelle bottiglie ermetiche che useremo per conservare il kombucha, avendo però l’accortezza di non riporle in frigo e non riempirle completamente in quanto durante il processo verrà ancora prodotta anidride carbonica;
  • 14 giorni se non si vuole procedere con l’aromatizzazione.

Più la bevanda fermenta, più risulterà acida e frizzante in quanto durante il processo vengono prodotti acido acetico ed anidride carbonica (se lasciato fermentare a lungo, almeno un mese, si può produrre infatti anche aceto di kombucha).

Alla fine della fermentazione filtrare il liquido ottenuto nelle bottiglie ermetiche scelte per la conservazione e riporle in frigorifero. Lasciare nel vaso di vetro una parte di bevanda: servirà sia per conservare lo SCOBY che come catalizzatore per la fermentazione successiva.

* è la colonia di batteri e lieviti che, in presenza di ossigeno, attivano il processo di fermentazione. Si può ricevere in dono da un amico o produrre in casa versando il contenuto di un kombucha (senza aromi) in un barattolo dalla bocca larga e aspettando circa una settimana per vederlo formarsi sulla superficie.

Estrazione gel di aloe vera

Il gel di aloe vera ha tante proprietà benefiche: è lenitivo, cicatrizzante, contrasta la ritenzione idrica, crea un film protettivo contro inquinamento ed agenti atmosferici, è stimolante per la produzione di collagene, fibroblasti e acido ialuronico…

Ciò che è ancora più interessante è che è possibile estrarre gel di aloe facilmente a casa, è sufficiente procurarsi una pianta matura, ovvero di almeno tre anni di età, e che sia stata possibilmente coltivata senza l’utilizzo di prodotti di sintesi.

Per prima cosa scegliere una tra le foglie più sane e mature e tagliarla alla base dell’attaccattura alla pianta . Lavarla sotto acqua corrente, con un coltello recidere l’estremità superiore e quella inferiore ed eliminare anche le parti laterali lungo tutta la lunghezza della foglia (le “spine” per intenderci).

Utilizzando il coltello di piatto sfilettare poi la foglia per separarla dal gel contenuto all’interno: procedere prima eliminando il lato piatto della foglia e successivamente il lato bombato. Se si sta estraendo gel di aloe per assunzione interna, prestare particolare attenzione durante la procedura a non contaminare il gel con fibre della foglia (ad esempio raschiando la foglia mentre si sfiletta): nella linfa della foglia è presente infatti aloina, una sostanza lassativa e infiammatoria che può non essere ben tollerata dall’organismo.

Frullare tutto il gel ricavato e conservarlo in frigorifero in un barattolo (può anche essere aggiunto del miele o del limone per aiutare la conservazione o può essere congelato in cubetti).

A questo punto sbizzarritevi con il gel ricavato! può essere utilizzato ad esempio:

  • come gel idratante per il viso o contorno occhi. Trovi una ricetta qui https://rot.rebus.cat/index.php/it/2020/04/28/gel-idratante-per-il-viso-maschera/!
  • per rimarginare piccole escoriazioni
  • con olio essenziale di tea tree e/o lavanda contro l’acne e l’herpes
  • puro contro la gengivite (applicare direttamente sulle gengive e lasciando agire per qualche minuto)
  • con olio essenziale di mirto come crema corpo contro la ritenzione idrica e per proteggere i capillari
  • puro come impacco per capelli (capelli asciutti, prima dello shampoo)
  • con olio essenziale di lavanda per calmare rossori, bruciori, pruriti (es. da scottature, dermatiti, post epilazione o rasatura..)
  • da bere come succo per disturbi gastrointestinali e potenziare il sistema immunitario (si consiglia di assumere massimo un bicchierino al giorno per cicli da massimo un mese)

Ricetta Dentifricio Naturale

Dentifricio antibatterico quotidiano

Mescolare in un vasetto:

  • 2 cucchiai di argilla → azione abrasiva, antibatterica, protezione dello smalto
  • Polvere di due chiodi di garofano (/olio essenziale) → protezione antibatterica, combatte alitosi
  • olio essenziale di tea tree → azione antibatterica
  • salvia in polvere → azione antibatterica
  • Foglie di menta essiccate (/Olio essenziale di menta piperita) → azione rinfrescante, aromatizzante

Cercare di introdurre meno acqua possibile nel prodotto, se dovesse rimanere un fondo di argilla in pasta si può utilizzare il composto come maschera viso/corpo (visti gli ingredienti particolarmente indicata per detergere a fondo e fare un trattamento antibatterico).

Dentifricio sbiancante FORTE

Mescolare in un vasetto:

  • mezzo cucchiaino bicarbonato → azione sbiancante, protezione dagli acidi
  • Polvere di un chiodo di garofano (/olio essenziale) → protezione antibatterica, combatte alitosi o olio essenziale di tea tree → antibatterico
  • qualche goccia di limone (/olio essenziale di limone) fino ad ottenere una pasta (circa 10) → azione sbiancante, aromatizzante
  • un pizzichino di sale fino → azione abrasiva e conservante

Attenzione! Meglio utilizzare dentifrici a base di bicarbonato raramente (es. una volta ogni 15 gg o una volta al mese a seconda della propria sensibilità gengivale)